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Durante i mesi invernali capita a molti di fare i conti con raffreddori che non passano, mal di gola ricorrenti, tosse persistente o naso sempre chiuso. Spesso si ha la sensazione di “ammalarsi di continuo”, ma nella maggior parte dei casi non si tratta di vere infezioni ripetute: è l’apparato respiratorio che fatica a recuperare l’equilibrio.
Capire cosa succede davvero alle vie respiratorie in inverno è il primo passo per affrontare i disturbi in modo più efficace e duraturo.
Le vie respiratorie: una barriera intelligente (ma delicata)
Naso, gola e bronchi non sono semplici “tubi” che portano aria ai polmoni. Sono rivestiti da una mucosa protettiva, ricca di:
- muco, che intrappola virus e batteri
- ciglia microscopiche, che li spingono verso l’esterno
- difese immunitarie locali
- un microbiota respiratorio che contribuisce all’equilibrio
In inverno questo sistema viene messo a dura prova a causa di:
- aria fredda e secca (con effetto di vaso e broncocostrizione, disidratazione del muco e rallentamento del battito ciliare)
- ambienti chiusi e poco ventilati
- maggiore circolazione di virus
- riduzione della vitamina D
Il risultato non è una “debolezza” delle difese, ma un sovraccarico: la mucosa si infiamma, il muco ristagna e i sintomi si protraggono.
Perché raffreddore e tosse sembrano non finire mai?
Dopo un’infezione virale, la mucosa respiratoria ha bisogno di tempo per rigenerarsi: anche 2–3 settimane.
Se in questo periodo viene irritata ulteriormente (aria secca, fumo, stress, uso improprio di spray o farmaci), l’infiammazione può persistere.
Ecco perché:
- il bambino ha sempre il naso chiuso e tossisce al mattino
- l’adulto ha tosse secca per settimane
- l’adolescente soffre di sinusiti che “ritornano”
- l’anziano si sente più affaticato anche con sintomi lievi
Non è sempre una nuova infezione: spesso è una mucosa che non ha avuto il tempo di guarire.
La tosse: un segnale, non una malattia
La tosse è un riflesso di difesa. Può avere cause diverse:
- muco da eliminare
- gola irritata
- aria troppo secca
- reflusso
- iperreattività dei bronchi
Per questo non tutte le tossi vanno trattate allo stesso modo.
Sedare una tosse produttiva o usare mucolitici quando la tosse è secca e irritativa può peggiorare la situazione.
Capire il tipo di tosse è fondamentale per scegliere il rimedio giusto.
Il ruolo dei rimedi naturali: proteggere e calmare
I rimedi naturali, se usati correttamente, non sostituiscono i farmaci quando servono, ma possono allinearsi a processi fisiologici equilibrandoli:
- riducendo l’infiammazione residua
- proteggendo la mucosa
- favorendo la guarigione
- prevendo le ricadute
Propolis
È uno dei rimedi più completi per gola e prime vie respiratorie:
- aiuta a contrastare virus e batteri, grazie alle sue componenti flavonoidi e fenolici (Pinocembrina, Galangina, Quercetina, Kaempferolo)
- calma l’infiammazione, grazie ai suoi flavonoidi, in grado di ridurre la presenza di prostaglandine (via COX), leucotrieni (via 5-LOX) e citochine pro-infiammatorie (TNF-α, IL-1β, IL-6), producendo un’azione complessiva di attenuazione dell’iperreattività mucosale.
- protegge la mucosa, grazie alla sua componente resinosa, che aderendo alla superficie epiteliale riduce il contatto diretto con aria fredda, secca, agenti irritanti e patogeni.
Usata in spray o soluzioni standardizzate, è ben tollerata nella maggior parte delle persone.
Oli essenziali
Alcuni oli essenziali, scelti con competenza, aiutano a:
- liberare il respiro
- fluidificare il muco
- calmare l’irritazione
Non sono tutti uguali: alcuni sono più delicati e adatti anche a bambini e anziani:
- Lavanda vera (Lavandula angustifolia), la più sicura in assoluto.
- Mirto (Myrtus communis – ct cineolo basso), un respiratorio “gentile”.
- Camomilla romana, la più “mucosale”.
Altri vanno usati solo in casi specifici, alcuni, ad esempio, sono appropriati nell’utilizzo dei diffusori ambientali:
- Eucalyptus radiata, Ravintsara / Cinnamomum camphora del Madagascar, Tea Tree / Melaleuca alternifolia, Citrus limon.
Altri nell’aerosol
- Eucalyptus radiata, Niauli / Melaleuca viridiflora o quinquenervia, Thymus serpyllum, Pinus Mugo, Thymus vulgaris.
Altri ancora negli spray nasali e gola
- Ravintsara, Eucalyptus radiata, Myrtus communis, Lavanda vera.
Olii essenziali da evitare su mucosa e aerosol sono invece:
- Eucalyptus globulus → troppo cineolo
- Menta piperita → irritante
- Origano, cannella, chiodi di garofano → caustici
Sostenere le difese: quando ha senso
In alcune persone – bambini, anziani, soggetti stressati o con infezioni ricorrenti – può essere utile sostenere le difese con piante specifiche o micronutrienti.
L’obiettivo non è “stimolare troppo”, ma aiutare l’organismo a rispondere meglio.
Vitamina D, vitamina C e zinco (per quest’ultimo, in modo particolare, quando l’alimentazione è carente) giocano un ruolo importante nella salute respiratoria, soprattutto se assunti con regolarità e nei dosaggi adeguati.
Farmaci da banco: utili, ma con criterio
Antitussivi, mucolitici e spray nasali possono essere molto utili, ma:
- vanno scelti in base al sintomo corretto
- usati per periodi limitati
- evitati come automatismo ed automedicazione.
Un uso improprio può peggiorare la congestione o cronicizzare il disturbo.
La vera prevenzione parte dai gesti quotidiani
Spesso i rimedi più efficaci sono anche i più semplici:
- lavaggi nasali regolari
- buona idratazione
- aria di casa non troppo secca
- rispetto dei tempi di recupero
- alimentazione equilibrata
Sono piccoli accorgimenti che aiutano la mucosa a fare il suo lavoro.
In conclusione
I disturbi respiratori invernali non richiedono soluzioni aggressive, ma un approccio intelligente e personalizzato.
Capire se si tratta di infiammazione, irritazione o infezione virale o batterica, permette di intervenire meglio e di evitare terapie inutili. Potrebbe essere utile, ad esempio, consigliare una PCR per una rapida, ed approssimata, diagnosi differenziale.
La farmacia può diventare un punto di riferimento prezioso per orientarsi, prevenire le recidive e prendersi cura del respiro in modo più consapevole e duraturo.




