
FarmaCrea 2025: Il ruolo del Farmacista in prevenzione e terapia delle MST
Novembre 24, 2025
Immunomodulazione in farmacia
Gennaio 15, 2026Riflessioni su adattogeni, integratori metabolici e supporti nutrizionali alla luce delle evidenze disponibili
di Tito Piccioni
Coordinatore Commissione Scientifica MondoFarmacia
Introduzione
Il termine “ricostituenti”, pur non appartenendo alla nomenclatura scientifica, continua a essere cruciale nel dialogo tra farmacista e paziente. L’uso estensivo di questa parola riflette la difficoltà dei cittadini nel descrivere in modo preciso sintomi quali stanchezza, ridotta performance, affaticamento fisico o mentale, recupero rallentato dopo la malattia. Dal punto di vista clinico-funzionale, ciò che chiamiamo ricostituenti comprende almeno quattro categorie di intervento: adattogeni, supplementi metabolici, integratori nutrizionali e tonico-stimolanti tradizionali. La corretta identificazione del “tipo di stanchezza” costituisce il passaggio critico per scegliere l’intervento maggiormente appropriato.
Stanchezza mentale e fisica: fisiologia della “batteria scarica”
Le forme di astenia mentale e fisica condividono spesso un substrato biochimico caratterizzato da ridotta efficienza mitocondriale, aumentato carico di stress ossidativo e alterazioni dell’asse ipotalamo–ipofisi–surrene. Carenze subcliniche di vitamine del gruppo B, ferro, magnesio o vitamina D possono amplificare la sensazione di fatica e ridurre la capacità di recupero.
Tra gli adattogeni, il Panax ginseng rappresenta uno dei fitoterapici più studiati. Metanalisi e RCT mostrano un miglioramento modesto ma significativo della performance cognitiva e dello stato di vitalità (Coon & Ernst, 2002; Kim et al., 2018). I ginsenosidi, principali attivi della radice, raggiungono concentrazioni ottimali nella pianta tra il quinto e il sesto anno di vita. L’Eleutherococcus senticosus, pur avendo un’evidenza clinica quantitativamente minore, risulta meglio tollerato sul piano neurovegetativo e più adatto a trattamenti prolungati (Davydov & Krikorian, 2000).
Per quanto riguarda il supporto metabolico, la supplementazione con vitamine del gruppo B a dosaggi adeguati (in particolare B1, B6, B12) può sostenere i percorsi energetici cellulari e la neurotransmissione, soprattutto nei soggetti esposti a stress cronico o con alimentazione irregolare (Kennedy, 2016). Il magnesio in forme organiche biodisponibili (pidolato, bisglicinato, glicerofosfato) agisce inoltre come modulatore dei recettori NMDA e cofattore nella sintesi di serotonina, dopamina e melatonina, con effetti misurabili su tensione nervosa, qualità del sonno e stabilità dell’umore (Boyle et al., 2017).
Recupero post-malattia: infiammazione residua e disfunzione mitocondriale
La stanchezza persistente dopo influenza, infezioni virali stagionali o Covid-19 presenta caratteristiche peculiari legate alla persistenza di citochine pro-infiammatorie, alla riduzione del contenuto di glutatione e alla compromissione temporanea della fosforilazione ossidativa. In questo contesto, il Coenzima Q10 è uno dei supplementi più promettenti: studi randomizzati hanno documentato miglioramenti nella performance fisica, nella percezione di fatica e nella funzione mitocondriale sia in popolazioni sane sia in condizioni patologiche (Rosenfeldt et al., 2007; Di Nicolantonio & Bhutani, 2018). Nei soggetti anziani o in terapia cronica con statine, la correzione della riduzione endogena di CoQ10 può contribuire significativamente al recupero energetico.
Il ruolo degli amminoacidi ramificati (BCAA) è più controverso. La loro capacità di bypassare il metabolismo epatico e di raggiungere rapidamente il muscolo può favorire il ripristino di massa magra in alcune condizioni di catabolismo o in pazienti con scarso appetito. Tuttavia, in presenza di un adeguato apporto proteico dietetico i benefici aggiuntivi risultano minimi, mentre l’assorbimento competitivo sugli stessi carrier di triptofano, tirosina e fenilalanina può alterare il profilo dei precursori neuronali della serotonina e dopamina (Blomstrand, 2006). Pertanto, l’uso dei BCAA andrebbe riservato a casi specifici.
Stress prolungato: il ruolo del cortisolo e la modulazione adattogena
Lo stress cronico rappresenta una delle cause più frequenti di richiesta di “ricostituenti”. Alti livelli di cortisolo compromettono il sonno, riducono magnesio intracellulare, alterano la glicemia e indeboliscono l’equilibrio emotivo. La Rodiola rosea, attraverso i salidrosidi e rosavine, ha dimostrato di migliorare la resistenza allo stress, attenzione e benessere emotivo con risposta rapida (Darbinyan et al., 2000). L’Ashwagandha, invece, si distingue per l’evidenza sulla riduzione del cortisolo sierico e per gli effetti ansiolitici mediati dalla modulazione GABAergica; diversi RCT hanno confermato miglioramenti significativi su ansia, stress percepito e qualità del sonno (Chandrasekhar et al., 2012; Lopresti et al., 2019).
Il magnesio rimane un pilastro nei quadri di stress prolungato grazie alla sua capacità di stabilizzare l’eccitabilità neuronale e attenuare sintomi somatici quali tensione cervicale, palpitazioni e crampi. La sinergia tra Mg e B6 è documentata in condizioni di elevata reattività neurovegetativa.
Adolescenti e studenti: carico cognitivo e nootropi naturali
Nei giovani, soprattutto in periodo scolastico o universitario, la richiesta di supporto riguarda prevalentemente concentrazione, memoria e resistenza mentale. La fosfatidilserina e la fosfoserina contribuiscono a mantenere l’integrità delle membrane neuronali e facilitano la trasmissione sinaptica, con effetti positivi sulla “memoria di lavoro”, anche detta “memoria operativa” (Hellhammer et al., 2014). Quest’ultima si differenzia dalla memoria a breve termine, ed è fondamentale per l’apprendimento. La glutammina, precursore fisiologico di glutammato e GABA, aiuta a sostenere l’energia cerebrale in condizioni di stress mentale o affaticamento cumulativo.
La Bacopa monnieri è uno dei fitoterapici con maggiore evidenza nel miglioramento della memoria a lungo termine e dell’attenzione sostenuta, grazie alla sua azione antiossidante cerebrale e al potenziamento della plasticità sinaptica (Morgan & Stevens, 2010). Gli Omega-3, in particolare il DHA, svolgono un ruolo critico nella fluidità delle membrane neuronali, nella neurogenesi e nella modulazione del BDNF, con effetti diretti sulla velocità di elaborazione e sul tono dell’umore (Yurko-Mauro et al., 2010; Grosso et al., 2014).
Anziani con scarso appetito: la stanchezza invisibile della sarcopenia
Negli over 65 la stanchezza è spesso correlata a sarcopenia, ridotto apporto proteico, malassorbimento legato ad atrofia gastrica o inibitori di pompa protonica e carenze di vitamina D o B12. Gli integratori proteici completi rappresentano la prima linea d’intervento. La vitamina D3 associata a K2 svolge un ruolo essenziale non solo nella salute ossea, ma nella forza muscolare, nella funzionalità neuromuscolare e nella prevenzione delle cadute (Beaudart et al., 2014). Il Coenzima Q10, la cui sintesi endogena cala fisiologicamente con l’età, contribuisce alla tolleranza allo sforzo e alla vitalità generale.
Gli adattogeni più blandi, come l’Eleuterococco, possono essere utilizzati nei pazienti non ipertesi o non particolarmente reattivi dal punto di vista neurovegetativo.
Sportivi: recupero, stress ossidativo ed energia rapida
Negli atleti o nei praticanti attività fisica intensa la domanda riguarda spesso recupero muscolare, prevenzione dei crampi e miglioramento della performance. L’elevato turnover proteico e lo stress ossidativo post-allenamento richiedono un supporto mirato: aminoacidi essenziali, glutammina e CoQ10 sono gli strumenti più efficaci nel favorire la riparazione delle fibre e il recupero energetico. La creatina, grazie al ruolo della fosfocreatina nella rigenerazione immediata dell’ATP, si conferma il supplemento più utile negli sforzi brevi e intensi e, dato meno noto, anche nel miglioramento dell’energia cerebrale (Kreider et al., 2017).
Periodi di calo generale: un approccio personalizzata
Quando il paziente riferisce una stanchezza diffusa senza una causa apparente, l’indagine del farmacista deve orientarsi su sonno, alimentazione, idratazione, stress recente, eventuali infezioni pregresse o farmaci in uso. Solo dopo questa analisi si può identificare il ricostituente appropriato. Il principio guida rimane invariato: non è l’integratore in sé a fare la differenza, ma la sua pertinenza clinica rispetto al tipo di stanchezza.
Conclusioni
Il concetto di “ricostituente” può essere interpretato come un insieme di strumenti utili al ripristino dell’equilibrio fisiologico in situazioni di stress, malattia o carico mentale. In farmacia, la scelta corretta richiede un inquadramento rapido ma preciso del paziente, basato sulle conoscenze di farmacologia nutrizionale, adattogeni e fisiologia della fatica. Le evidenze scientifiche disponibili confermano che molti di questi interventi — dagli adattogeni al CoQ10, dai nootropi naturali agli Omega-3 — possono rappresentare un valido supporto, purché utilizzati in modo mirato e personalizzato.
Riferimenti bibliografici essenziali
Beaudart C. et al. The effects of vitamin D on skeletal muscle strength: a systematic review and meta-analysis. J Clin Endocrinol Metab. 2014.
Blomstrand E. A role for branched-chain amino acids in reducing central fatigue. J Nutr. 2006.
Boyle N. et al. Magnesium supplementation and stress: a meta-analysis. Nutrients. 2017.
Chandrasekhar K. et al. A prospective, randomized double-blind, placebo-controlled study of Ashwagandha. Indian J Psychol Med. 2012.
Coon JT., Ernst E. Panax ginseng: systematic review of adverse effects and interactions. Drug Saf. 2002.
Darbinyan V. et al. Rhodiola rosea in stress-induced fatigue. Phytomedicine. 2000.
Davydov M., Krikorian A. Historical use of Eleutherococcus in Eastern medicine. J Ethnopharmacol. 2000.
DiNicolantonio JJ., Bhutani J. Coenzyme Q10 for chronic diseases and fatigue. Open Heart. 2018.
Hellhammer J. et al. Efficacy of phosphatidylserine in improving cognitive performance. Stress. 2014.
Kennedy DO. B vitamins and brain function. Nutrients. 2016.
Kim HG. et al. Panax ginseng effects on fatigue and cognitive function. J Ginseng Res. 2018.
Kreider RB. et al. International Society of Sports Nutrition position stand: Creatine. JISSN. 2017.
Lopresti AL. et al. Ashwagandha and stress reduction: a randomized controlled trial. Medicine (Baltimore). 2019.
Morgan A., Stevens J. Bacopa monnieri in cognitive enhancement. Evid Based Complement Alternat Med. 2010.
Rosenfeldt F. et al. CoQ10 in fatigue and cardiac health. Biofactors. 2007.
Yurko-Mauro K. et al. DHA supplementation and cognitive function. Alzheimer’s Dement. 2010.
Grosso G. et al. Omega-3 and depression: a systematic review. Int J Food Sci Nutr. 2014.




