{"id":973,"date":"2023-10-13T13:47:04","date_gmt":"2023-10-13T13:47:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/?p=973"},"modified":"2023-10-13T13:47:04","modified_gmt":"2023-10-13T13:47:04","slug":"perche-le-nuove-generazioni-di-farmacisti-snobbano-il-lavoro-in-farmacia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/2023\/10\/13\/perche-le-nuove-generazioni-di-farmacisti-snobbano-il-lavoro-in-farmacia\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le nuove generazioni di farmacisti \u201csnobbano\u201d il lavoro in Farmacia?"},"content":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 piuttosto evidente che un giovane laureato in Farmacia o in CTF, se riceve una proposta di lavoro da un centro di ricerca, da un ente di controllo o dall\u2019industria farmaceutica, anche se lontano da casa, anche se con uno stipendio analogo, preferisce abbandonare il proprio posto di lavoro come dipendente all\u2019interno della Farmacia.<\/p>\n<p>Questa triste realt\u00e0 mi \u00e8 balzata drammaticamente dinnanzi agli occhi in questi ultimi anni, in cui, affrontando il cambio tra la vecchia e la nuova guardia di colleghi in Farmacia, mi sono reso conto di quanta poca voglia avessero le nuove generazioni di restare dietro al banco.<\/p>\n<p>La nostra Farmacia, come penso la maggioranza, \u00e8 una di quelle che tende a massimizzare il dialogo con i clienti, a personalizzare le terapie, a cercare di differenziare il lavoro attraverso il laboratorio galenico, a creare un rapporto di amicizia reciproco con incontri di aggiornamento e serate fuori dalla Farmacia e ad incentivare economicamente il lavoro. Eppure, l\u2019attrattiva di un lavoro \u201cdiverso\u201d resta prepotentemente forte da parte dei giovani colleghi ed \u00e8 indispensabile chiedersi il perch\u00e9.<\/p>\n<p>Metto in fila alcune riflessioni personali, che spero facciano partire, come un incendio le riflessioni dei colleghi e di conseguenza un lavoro che possa riformare la facolt\u00e0 di farmacia.<\/p>\n<ul>\n<li>Prima considerazione ovvia. La facolt\u00e0 \u00e8 storicamente composta da una maggioranza di studentesse (rapporto classico, anche tra i laureati 70\/30) Storicamente questo \u00e8 stato interpretato come naturale tendenza del mondo femminile verso l\u2019assistenza, un arch\u00e8 legato alla maternit\u00e0, quasi un dato genetico. Per tali ragioni era inutile sprecare tempo con lezioni di psicologia o su come confrontarsi con i pazienti; tanto per cominciare il dialogo paziente dottore era tutt\u2019altro che paritario, ma improntato su di un rapporto alto\/basso. Lo stesso banco del professionista era rialzato rispetto al cliente, il quale poteva rispondere alle domande del professionista, con il dovuto rispetto. La lenta ed irreversibile presa di coscienza da parte del mondo femminile sulla non parit\u00e0 di genere ha scardinato questo palinsesto, che oggi definiamo culturale e non genetico Come tutti sappiamo, ancora lunga \u00e8 la strada da percorrere, basta osservare la percentuale di laureate in Farmacia ed il numero di docenti universitari maschi nella facolt\u00e0; ma ormai l\u2019aspirazione ai medesimi posti di lavoro \u00e8 consolidata.<\/li>\n<li>I farmacisti non sono l\u2019unica figura professionale a mancare. Ancora pi\u00f9 tragica in questi anni \u00e8 la mancanza di nuovi medici. Se fino a pochissimi anni fa l\u2019industria farmaceutica richiedeva nei posti di ricerca unicamente laureati in Medicina, oggi sceglie a piene mani anche laureati in Farmacia. Questa novit\u00e0 piace moltissimo ai neolaureati della nostra facolt\u00e0, che infatti vanno, se possibile in quella direzione.<\/li>\n<li>L\u2019improvvisa parit\u00e0 stabilita tra dottore e paziente \u00e8 da un lato da festeggiare. Non si pu\u00f2 pi\u00f9 dire al malato: \u201cSegui la mia prescrizione\u201d, ma la si deve spiegare e farla accettare. Il paziente, poi, vuole essere giustamente ascoltato, dato che si rende conto che la fretta della visita rende spesso superficiale la diagnosi e quindi inutile la cura. D\u2019altra parte, Internet rende il malato informato sulle malattie, quanto lo pu\u00f2 essere un autodidatta su un qualunque argomento. L\u2019autodidatta, per l\u2019informazione non sistemica che riesce a mettere assieme, pu\u00f2 sempre mettere in difficolt\u00e0 il professionista, dato che su un singolo punto sa moltissimo, ma non \u00e8 in grado di inquadrare le proprie conoscenze. Il risultato \u00e8 che il professionista viene delegittimato ed il paziente, spesso, si cura male. Questa continua messa in discussione, di cui medici, insegnanti, giudici \u2026 soffrono quanto noi, porta molti colleghi a sentirsi non presi nella giusta considerazione nella propria professione, (anni di studio sprecati \u201cper quattro lire\u201d) preferendo rinchiudersi nella torre dorata della ricerca. L\u00ec, almeno, il confronto sar\u00e0 solo con altri ricercatori e se qualche esterno vuole commentare sono problemi suoi.<\/li>\n<li>Fatte queste considerazioni, forse un po\u2019 a tirar via, resta il problema di una facolt\u00e0 ferma agli anni \u201950, incardinata su strumenti chimici incomunicabili con i nostri pazienti e priva di una, seppur minima, apertura al mondo del lavoro. Se non \u00e8 la facolt\u00e0 a venirci incontro ed a chiedere cosa ci serve, penso, saremo noi a doverci muovere.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Dottor Tito Piccioni\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Coordinatore Commissione Scientifica MondoFarmacia<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai \u00e8 piuttosto evidente che un giovane laureato in Farmacia o in CTF, se riceve una proposta di lavoro da un centro di ricerca, da un ente di controllo o dall\u2019industria farmaceutica, anche se lontano da casa, anche se con uno stipendio analogo, preferisce abbandonare il proprio posto di lavoro come dipendente all\u2019interno della Farmacia. Indispensabile chiedersi il perch\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":974,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,11,3],"tags":[52],"class_list":["post-973","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-commissione-comunicazione","category-commissione-scientifica","category-news","tag-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/973","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=973"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/973\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/974"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}