{"id":292,"date":"2023-06-20T13:32:02","date_gmt":"2023-06-20T13:32:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/?p=292"},"modified":"2023-06-20T13:32:02","modified_gmt":"2023-06-20T13:32:02","slug":"crimine-farmaceutico-in-italia-meno-furti-ma-attenzione-al-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/2023\/06\/20\/crimine-farmaceutico-in-italia-meno-furti-ma-attenzione-al-web\/","title":{"rendered":"Crimine farmaceutico: in Italia meno furti, ma attenzione al Web"},"content":{"rendered":"<p>Farmaci rubati in Pakistan e rivenduti sotto nuove forme in Israele, passando per l\u2019India e la Svizzera. Antidepressivi sottratti alla distribuzione ufficiale e messi in vendita on line. Acquirenti della Rete ancora poco consapevoli dei rischi. Se ne occupa il progetto Fakeshare dell\u2019Aifa.<\/p>\n<p>Le vie del crimine sono infinite. Un farmaco antiepatite C, Sovaldi, viene rubato in Pakistan, viene riconfezionato e trasformato in un altro antivirale contro l\u2019Hcv, poi passa da falsi distributori in India e da qui viene spedito in Svizzera. Il giro si conclude in Israele dove viene venduto il medicinale. Compresse del tutto diverse dalle originali sono giunte alla destinazione finale senza subire alcun controllo.<\/p>\n<p>Il caso, su cui \u00e8 in corso un\u2019indagine, \u00e8 uno dei tanti esempi riportati durante la conferenza internazionale sul contrasto al crimine farmaceutico, promossa dal progetto Fakeshare II, coordinato dall\u2019Aifa e co-finanziato dal Programma \u201cPrevenzione e lotta contro la criminalit\u00e0\u201d della Commissione Europea, che si \u00e8 svolta a Roma il 14 ottobre. Chi \u00e8 incaricato di contrastare il fenomeno si trova oggi di fronte a uno scenario nuovo e in continua evoluzione.<\/p>\n<p>\u00abRecentemente ci siamo imbattuti in casistiche del tutto nuove \u2013 spiega Domenico Di Giorgio, Capo Area Vigilanza Post-marketing dell\u2019Aifa \u2013 che hanno coinvolto tipologie di soggetti diversi e soprattutto un rete di distribuzione illegale dislocata in diversi Paesi. Questi episodi sottolineano il ruolo strategico fondamentale di un network internazionale che, grazie ad una stretta cooperazione anche pubblico-privato, possa portare a fattore comune un singolo segnale locale per disegnare un\u2019intera mappa della criminalit\u00e0 farmaceutica su pi\u00f9 ampia scala e affrontare questo fenomeno con approcci condivisi ed efficaci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dati positivi per l\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Pi\u00f9 incoraggianti sono invece i numeri dei furti di farmaci in Italia soprattutto negli ospedali,\u00a0 in diminuzione dal 2013.\u00a0 Nessun caso nel 2016. Si sono ridotti anche i furti di camion contenenti farmaci: dal 20 per cento del 2013 al 3 per cento nel 2015. Al risultato positivo ha contribuito la costituzione di un database sui furti dei medicinali che al momento censisce quasi la met\u00e0 dei farmaci autorizzati in Italia per un controllo serrato della loro tracciabilit\u00e0. L\u2019iniziativa \u00e8 nata dalla collaborazione tra Aifa con Farmindustria, Asoram, Assogenerici, Ministero della Salute e il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas).<\/p>\n<p>Ma gli episodi del passato recente spingono a non abbassare la guardia. A ricordarlo \u00e8 stata Diana Russo, Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli Nord che si era occupata dell\u2019Operazione Pharmalab: a giugno del 2014 un\u2019associazione per delinquere specializzata nella ricettazione di farmaci nel napoletano gestiva il traffico di 60 mila farmaci per un valore di 800 mila euro.<\/p>\n<p><strong>Paese che vai\u2026<\/strong><\/p>\n<p>La sfida \u00e8 rivolta alle agenzie regolatorie di tutto il mondo. Ma non le armi da sfoderare contro il crimine variano da caso a caso. Solitamente, ha spiegato Manuel Ibarra Lorente dell\u2019 Agencia Espa\u00f1ola de Medicamentos y Productos Sanitarios (Aemps), la criminalit\u00e0 si inserisce l\u00e0 dove le domande per i prodotti farmaceutici restano insoddisfatte. \u00abNei paesi con sistemi regolatori maturi e una buona copertura sanitaria \u2013 dice Ibarra \u2013 la presenza di medicinali falsi nella catena di distribuzione legale \u00e8 rara ma non impossibile\u00bb. Passando nell\u2019ambito dell\u2019illegalit\u00e0 invece la presenza di prodotti falsificati \u00e8 piuttosto frequente e il commercio avviene per lo pi\u00f9 via internet.<\/p>\n<p>Ogni Paese ha i suoi problemi da risolvere. Il Portogallo, per esempio,\u00a0 non ha ancora regole certe contro il crimine della falsificazione e il commercio illegale dei farmaci. Nel Regno Unito, invece, a tenere impegnata la Medicines &amp; Healthcare products Regulatory Agency (Mhra) ultimamente \u00e8 il traffico di benzodiazepine e ipnotici. I farmaci vengono sottratti dalla distribuzione legale e riproposti al mercato nero per venire spacciati per strada o venduti su internet.<\/p>\n<p><strong>Il mercato on line<\/strong><\/p>\n<p>Prodotti per perdere peso, per curare l\u2019influenza e per smettere di fumare. Sono questi i medicinali pi\u00f9 richiesti su Internet secondo l\u2019indagine condotta all\u2019interno del progetto Fakeshare 2 sulle abitudini della popolazione del Regno Unito, Spagna, Italia e Portogallo. I risultati sono stati illustrati alla conferenza di Roma da\u00a0 Claudio Barbaranelli, della Universit\u00e0 \u201cSapienza\u201d. La ricerca ha\u00a0 raccolto i dati ricavati da mille persone per ogni paese tra la fine del 2015 e l\u2019inizio del 2016.<\/p>\n<p>Il 26 per cento degli intervistati italiani ha dichiarato di avere acquistato medicinali on line (il dato corrisponde al 6-7% della popolazione italiana). Un dato molto superiore agli spagnoli (9%). All\u2019interno di tutte le attivit\u00e0 di e-commerce in generale, la proporzione dei medicinali varia dal 4 per cento della Spagna al 18 per cento del Regno Unito.<\/p>\n<p>A interessare i consumatori sono, come abbiamo detto, le cure dimagranti, gli antinfluenzali e le terapie cha aiutano a liberarsi della schiavit\u00f9 delle sigarette. Gli italiani e gli inglesi hanno acquistato prodotti per la disfunzione erettile in percentuale maggiore rispetto a spagnoli e portoghesi. I social network non sono i principali fornitori: si rivolgono a Facebook solo l\u20191 per cento degli spagnoli e il 3,5 per cento degli italiani.<\/p>\n<p>L\u2019indagine \u00e8 stata condotta con un duplice scopo: fotografare le abitudini dei consumatori e sondare la loro predisposizione all\u2019acquisto on line per il futuro.<\/p>\n<p>Ebbene non sembra che il campione coinvolto nell\u2019indagine abbia intenzione di svaligiare le scorte di farmaci della Rete: solo il 6 per cento dei Portoghesi e il 13 per cento degli italiani pensano di potersi rivolgere in futuro alle farmacie virtuali.<\/p>\n<p>Sebbene sia diffusa la conoscenza della possibilit\u00e0 di acquistare farmaci sul web,\u00a0 concludono i ricercatori, non si ha percezione delle iniziative informative in proposito, suggerendo quindi di promuovere maggiori attivit\u00e0 di comunicazione sul tema degli acquisti di medicinali on line.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Farmaci rubati in Pakistan e rivenduti sotto nuove forme in Israele, passando per l\u2019India e la Svizzera. 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