{"id":1613,"date":"2024-08-16T07:51:55","date_gmt":"2024-08-16T07:51:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/?p=1613"},"modified":"2024-09-23T15:27:46","modified_gmt":"2024-09-23T15:27:46","slug":"microbiota-intestinale-composizione-funzioni-principali-patologie-correlate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mondofarmacia.org\/index.php\/2024\/08\/16\/microbiota-intestinale-composizione-funzioni-principali-patologie-correlate\/","title":{"rendered":"Microbiota intestinale: composizione, funzioni principali, patologie correlate"},"content":{"rendered":"<p>Il microbiota\u00a0\u00e8 l&#8217;insieme di microorganismi che vivono in un determinato ambiente, come ad esempio il nostro intestino. Questi microorganismi svolgono un<strong> ruolo fondamentale per la nostra salute<\/strong>, aiutando a digerire il cibo, a produrre vitamine essenziali e a proteggere il nostro organismo da agenti patogeni. <strong>Un microbiota equilibrato \u00e8 importante per mantenere un buono stato di salute generale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il microbiota viene spesso confuso con il\u00a0microbioma, che \u00e8 invece il\u00a0patrimonio genetico dei microbi\u00a0situati in un determinato ambiente. Differenti parti del corpo come il cavo orale,\u00a0l&#8217;intestino\u00a0e i polmoni hanno quindi differenti microbiomi.<\/p>\n<p>I microbi che compongono il microbiota sono pari a circa mille miliardi e interagiscono tra loro come se appartenessero a un unico organismo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Localizzato a livello intestinale<\/em> &#8211; spiega il dottor Paolo Capotosto, gastroenterologo del Sant&#8217;Agostino &#8211; <em>del peso di pi\u00f9 di un chilogrammo, il microbiota \u00e8 formato da miliardi di microrganismi, con un numero 10 volte superiore a quello complessivo delle cellule e 100 volte superiore ai geni di tutte le cellule dell\u2019organismo.\u00a0<\/em><em>Il &#8216;big bang&#8217; avviene al\u00a0momento del parto: il microbiota inizia il proprio sviluppo con la nascita, proprio nel passaggio attraverso il canale del parto, ad opera dei batteri vaginali materni. Non sorprende quindi che bambini nati con parto naturale sviluppino un microbiota differente rispetto a bambini nati con parto cesareo<\/em>\u201d.<\/p>\n<h6>In menopausa<\/h6>\n<p>Durante la menopausa, ci sono alcuni cambiamenti ormonali che possono influenzare il microbiota intestinale delle donne. Ad esempio, la diminuzione dei livelli di estrogeni pu\u00f2 avere un impatto sulla composizione e sulla diversit\u00e0 del microbiota intestinale.\u00a0Alcune ricerche suggeriscono che il microbiota intestinale influenzi anche i sintomi legati alla menopausa, come i vampate di calore, l&#8217;insonnia e i cambiamenti dell&#8217;umore. Dunque, mantenere un microbiota intestinale sano e diversificato pu\u00f2 contribuire a mitigare alcuni di questi sintomi.\u00a0Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato che il microbiota intestinale pu\u00f2 influenzare il metabolismo degli estrogeni nel corpo, il che potrebbe avere implicazioni sulla salute delle donne in menopausa.<\/p>\n<p>\u00c8 importante quindi prendersi cura del proprio microbiota intestinale anche durante la menopausa, attraverso una dieta equilibrata ricca di fibre, probiotici e prebiotici, oltre a uno stile di vita sano che include attivit\u00e0 fisica regolare e gestione dello stress. Consultare un professionista della salute per ulteriori consigli personalizzati pu\u00f2 essere utile per mantenere un microbiota intestinale sano durante la menopausa.<\/p>\n<p>Ad oggi le nuove tecniche di sequenziamento (analisi del profilo genetico e metabolico partendo da un campione di feci) hanno permesso di sviluppare ricerche scientifiche sulla composizione batterica del microbiota intestinale. I risultati sono equivalenti alla scoperta di un nuovo organo nel corpo umano. Il microbiota intestinale contiene infatti un numero di geni 100 volte superiore rispetto all&#8217;ospite, ha al suo interno componenti ereditabili e pu\u00f2 essere modificato dalla\u00a0dieta, dalla chirurgia o attraverso una\u00a0terapia antibiotica.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>composizione<\/strong> del microbiota intestinale, e la prevalenza di una specie di batteri sulle altre,\u00a0varia in ogni individuo in base a\u00a0fattori come:<\/p>\n<ul>\n<li>Popolazione di appartenenza<\/li>\n<li>Patrimonio genetico<\/li>\n<li>Storia personale<\/li>\n<li>Luogo in cui si vive<\/li>\n<li>Tipologia di parto e\u00a0allattamento<\/li>\n<li>Alimentazione<\/li>\n<li>Stile di vita<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201c<em>Durante la vita<\/em> &#8211; continua il dottor Capatosta &#8211; <em>il microbiota si trova in una condizione di equilibrio dinamico: cambia, fluttua ed \u00e8 molto sensibile a cambiamenti alimentari, fisiologici e\/o ambientali<\/em>\u201d.<\/p>\n<h6>Quali sono le funzioni principali del microbiota?<\/h6>\n<p>Il microbiota intestinale lavora all&#8217;unisono con l&#8217;ospite, promuovendone la salute. In particolare, \u00e8 stato dimostrato che esso esplica funzioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Protettive, contribuendo alla risposta immunitaria dell\u2019organismo agli agenti patogeni.<\/li>\n<li>Metaboliche, sintetizzando amminoacidi, vitamine ed enzimi che l\u2019essere umano non \u00e8 in grado di produrre in modo autonomo e controllando la proliferazione delle cellule.<\/li>\n<li>Strutturali, sviluppando i villi intestinali e le cellule epiteliali intestinali che partecipano alla formazione della barriera epiteliale, e contribuendo alla costruzione del sistema immune dell&#8217;intestino.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Recenti evidenze, inoltre, hanno rilevato l\u2019<strong>influenza del microbiota intestinale su altri organi<\/strong>:<\/p>\n<ul>\n<li>Sistema nervoso centrale: le sostanze rilasciate dal microbiota incidono sul tono dell&#8217;umore, sulla regolazione dello\u00a0stress\u00a0e su comportamenti istintivi<\/li>\n<li>Apparato cardiovascolare ed endocrino-metabolico: il microbiota incide sui fattori di rischio di\u00a0malattie cardiovascolari\u00a0provocate da iperlipidemia,\u00a0aterosclerosi\u00a0<wbr \/>e\u00a0diabete di tipo 2<\/li>\n<li>Apparato digestivo: i prodotti del microbiota assorbiti dall&#8217;intestino vengono trasferiti al fegato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201c<em>Il microbiota intestinale<\/em> &#8211; aggiunge il dottor Capotosto &#8211; <em>riveste un <strong>ruolo importante anche nell\u2019invecchiamento<\/strong> con una diminuzione della \u00a0biodiversit\u00e0 della composizione del microbiota con una tendenza all\u2019aumento dei\u00a0patobionti <\/em>(microrganismi commensali, che possono essere potenzialmente patogeni in presenza di specifiche modificazioni genetiche o ambientali dell&#8217;ospite)<em>.\u00a0<\/em><em><strong>Esiste anche una correlazione tra una buona composizione del microbiota e\u00a0attivit\u00e0 fisica<\/strong>, che determina un rafforzamento della barriera intestinale e un\u2019aumentata produzione di IgA, le quali contrastano l\u2019invasivit\u00e0 dei patobionti.\u00a0<\/em><em>Ha un coinvolgimento nel controllo delle vampate di calore in corso di\u00a0menopausa<\/em>\u201d.<\/p>\n<h6>Il microbiota intestinale alterato: la disbiosi<\/h6>\n<p>La stabilit\u00e0 e buona composizione del microbiota intestinale \u00e8 il presupposto per un corretto funzionamento degli altri organi.<\/p>\n<p>\u201c<em>\u00c8 ormai evidente<\/em> &#8211; sottolinea il dottor Capotosto &#8211; <em>che questa immane popolazione microbica ha continue e profonde interazioni con il nostro organismo, non solo per quanto riguarda le <strong>malattie dell\u2019apparato gastrointestinale,<\/strong> dal\u00a0colon irritabile\u00a0alle patologie infiammatorie, ma anche a <strong>patologie di organi e sistemi assai lontani<\/strong>, fino alle malattie neurologiche e mentali e a quelle dismetaboliche e immunitarie, compreso lo sviluppo di\u00a0tumori.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Esistono evidenze scientifiche del coinvolgimento del microbiota nel cancro e la possibilit\u00e0 di aumentata risposta alla terapia immunologica grazie al suo ruolo nell\u2019amplificare la risposta immunitaria e facilitare il compito della terapia con immunomodulatori<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>In presenza di disequilibri microbiotici<\/strong>, infatti,<strong> l\u2019intero organismo pu\u00f2 sviluppare\u00a0condizioni patologiche<\/strong>.<\/p>\n<p>Si parla di\u00a0disbiosi\u00a0quando si ha uno\u00a0sbilanciamento nel sistema biologico del microbiota, cio\u00e8 quando il tipo e il numero dei microrganismi intestinali si riduce nella sua diversit\u00e0 e si impoverisce dei suoi microbi benefici.<\/p>\n<p>Tra le maggiori cause di disbiosi vi sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Alimentazione squilibrata\u00a0(dieta ricca di zuccheri raffinati,\u00a0fibre,\u00a0cibi spazzatura, grassi saturi, proteine di origine animale, esclusione di alcuni alimenti)<\/li>\n<li>Fumo e\u00a0alcool<\/li>\n<li>Sedentariet\u00e0<\/li>\n<li>Assunzione in quantit\u00e0 eccessive di\u00a0antibiotici<\/li>\n<li>Infezioni gastroenteriche<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se soggetto ad alterazioni, il microbiota intestinale pu\u00f2 essere causa di malattie dell&#8217;apparato gastroenterico(come le malattie infiammatorie intestinali o le\u00a0neoplasie del colon-retto), e di malattie metaboliche come l&#8217;obesit\u00e0\u00a0o le\u00a0epatopatie, cio\u00e8 le patologie a carico del fegato.<\/p>\n<h6>Microbiota: come influenza il cervello?<\/h6>\n<p>Negli ultimi decenni, l\u2019avanzamento delle conoscenze in campo biomedico ha portato alla luce il<strong> ruolo del microbiota intestinale nella regolazione di quasi tutti i pi\u00f9 importanti sistemi fisiologici, compreso il\u00a0sistema nervoso centrale<\/strong>.<\/p>\n<p>Numerose ricerche, infatti, si sono focalizzate sulle\u00a0vie di comunicazioni bidirezionali\u00a0tra il sistema nervoso centrale e i batteri intestinali. \u00c8 stato appurato che <strong>il microbiota possa comunicare direttamente con il cervello attraverso il sistema nervoso intestinale; oppure indirettamente, attraverso la liberazioni di ormoni intestinali o la trasformazione dei componenti alimentari in sostanze<\/strong> quali:<\/p>\n<ul>\n<li>Acidi grassi a catena corta<\/li>\n<li>Amminoacidi<\/li>\n<li>Neurotrasmettitori\u00a0come\u00a0seroto<wbr \/>nina, acido gamma-amino-butirrico, triptofano<\/li>\n<li>Vitamine, che influenzano il sistema immunitario e il metabolismo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Di conseguenza,\u00a0alterazioni nella composizione del microbiota\u00a0(disbiosi intestinale) possono portare alla sovrapproduzione di sostanze infiammatorie che raggiungono il cervello attraverso la circolazione sanguigna e possono contribuire allo sviluppo di disfunzioni cerebrali. La disbiosi, infatti, interferisce con la regolare produzione di acidi grassi a catena corta, ormoni intestinali e neurotrasmettitori, elementi fondamentali per la funzione cerebrale.<\/p>\n<h6>Quali disturbi neurodegenerativi pu\u00f2 provocare la disbiosi?<\/h6>\n<p>Il microbiota ha quindi un ruolo cruciale nello sviluppo e nel\u00a0mantenimento della funzione cerebrale\u00a0e sul\u00a0benessere della psiche. Alcuni studi hanno evidenziato che il 20% di coloro che soffrono di malattia infiammatoria intestinale presenta anche\u00a0depressione\u00a0e disturbi del sonno.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 stato dimostrato che la composizione del microbiota influenza la comparsa di diversi\u00a0disturbi neurodegenerativi\u00a0caratterizza<wbr \/>ti dall\u2019infiammazione cronica delle cellule neuronali. Il processo infiammatorio pu\u00f2 causare la morte dei neuroni e pregiudicare l&#8217;integrit\u00e0 della barriera ematoencefalica, deputata a proteggere il cervello dall\u2019ingresso di cellule infiammatorie e microbi. Alcuni di queste patologie includono:<\/p>\n<ul>\n<li>Morbo di Parkinson<\/li>\n<li>Lesioni cerebrali<\/li>\n<li>Sclerosi multipla<\/li>\n<li>Malattia di Alzheimer<\/li>\n<li>Ictus.<\/li>\n<\/ul>\n<h6>Come si analizza la composizione del microbiota?<\/h6>\n<p>La composizione del microbiota pu\u00f2 essere analizzata attraverso un\u00a0test che consiste nel semplice\u00a0campionamento delle feci.\u00a0Da queste si estrarre il DNA batterico che serve per l\u2019analisi e la ricostruzione dell\u2019ecosistema microbico intestinale.\u00a0L&#8217;esame consente una conoscenza pi\u00f9 approfondita della componente batterica presente nell&#8217;intestino, andando ad analizzare nel complesso il suo stato di salute e la sua funzionalit\u00e0.\u00a0In base ai risultati, \u00e8 possibile infatti, adottare\u00a0strategie correttive\u00a0basate soprattutto su un\u2019<strong>alimentazione sana\u00a0e<\/strong> su un\u2019<strong>eventuale integrazione di probiotici e prebiotici, in base alle singole esigenze<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019analisi del microbiota, in particolare, \u00e8 importante soprattutto in\u00a0ottica preventiva,\u00a0per rintracciare precocemente possibili problemi che con il passare del tempo possono portare all&#8217;insorgenza di patologie. Inoltre, consente di identificare e pianificare interventi terapeutici personalizzati per trattare particolari condizioni.<\/p>\n<h6>Quando si fa il test?<\/h6>\n<p>L\u2019analisi del microbiota di solito viene richiesta, in caso di:<\/p>\n<ul>\n<li>Sintomi intestinali o urogenitali,\u00a0come\u00a0colite,\u00a0diar<wbr \/>rea\u00a0ricorrente,\u00a0stipsi,\u00a0cistit<wbr \/>i\u00a0e uretriti, allo scopo di prevenire il loro decorso in eventuali patologie<\/li>\n<li>Sovrappeso e obesit\u00e0,\u00a0per integrare regimi alimentari orientati al controllo del peso<\/li>\n<li>Gravidanza\u00a0e allattamento,\u00a0per sostenere lo sviluppo del microbiota del neonato<\/li>\n<li>Infanzia,\u00a0per aiutare una corretta maturazione batterica<\/li>\n<li>Vecchiaia,\u00a0per limitare gli effetti dell\u2019invecchiamento\u00a0come l\u2019immunodepressione e l\u2019insorgenza di processi infiammatori<\/li>\n<li>Fase iniziale della\u00a0menopausa:\u00a0per una migliore gestione dei cambiamenti ormonali<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 nutrizionali specifiche:\u00a0per esempio, in caso di\u00a0attivit\u00e0 sportiva\u00a0intensa o agonistica, conoscere l\u2019efficienza del proprio microbiota pu\u00f2 aiutare a migliorare le proprie performance.<\/li>\n<\/ul>\n<h6>Come riequilibrare il microbiota intestinale?<\/h6>\n<p>Le\u00a0terapie che possono modificare il microbiota\u00a0intestinale sono:<\/p>\n<ul>\n<li>I\u00a0probiotici, microrganismi vivi che somministrati in adeguate quantit\u00e0 danno benefici alla salute dell&#8217;ospite, grazie all&#8217;inibizione competitiva con gli altri microrganismi intestinali<\/li>\n<li>I\u00a0prebiotici, molecole selezionate capaci di modificare la composizione e l&#8217;attivit\u00e0 del microbiota intestinale<\/li>\n<li>Il\u00a0trapianto fecale, cio\u00e8 l&#8217;introduzione di batteri intestinali da donatore<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una migliore conoscenza dei meccanismi e del contributo del microbiota alle malattie dentro e fuori l&#8217;apparato gastroenterico permetter\u00e0 quin<wbr \/>di\u00a0di sviluppare nuove terapie, per trattare e prevenire le patologie ad esso collegate.<\/p>\n<p>Per alcune malattie dell&#8217;apparato gastroenterico \u00e8 possibile usare il microbiota intestinale per arrivare a una diagnosi prima della diagnostica tradizionale. In futuro si potr\u00e0 pensare di trattare pi\u00f9 accuratamente i pazienti tramite il microbiota intestinale, cos\u00ec da arrivare a\u00a0curare i sintomi di varie patologie in modo pi\u00f9 efficace e personalizzato.<\/p>\n<h6>Cosa mangiare per migliorare il microbiota intestinale?<\/h6>\n<p>\u201c<em>Quello che ingeriamo \u00e8 cibo anche per i nostri microbi e loro in cambio restituiscono alle nostre cellule sostanze necessarie a tenerle in salute.\u00a0<\/em><em>Un\u2019alimentazione sana genera un circolo virtuoso che promuove la crescita di microbi \u201cbuoni\u201d mentre un regime alimentare squilibrato nutrir\u00e0 quelli &#8216;cattivi&#8217;\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Alcuni <strong>consigli in fatto di alimentazione<\/strong> possono essere utili per prendersi cura del proprio microbiota intestinale, in particolare:<\/p>\n<ul>\n<li>Includere frutta e verdura a ogni pasto:\u00a0la razione giornaliera raccomandata dall\u2019OMS consiste in 5 porzioni di frutta e verdura (cruda, cotta o fermentata). che equivalgono a circa 30-35 grammi di fibra<\/li>\n<li>Consumare un frutto tra un pasto e l\u2019altro: fornisce fibre e favorisce la digestione<\/li>\n<li>Introdurre grassi buoni:\u00a0\u00e8 fondamentale assumerli a ogni pasto, consumando olio extravergine di oliva, per esempio, ma anche quelli contenuti in pesci come salmone, l\u2019aringa e l\u2019anguilla, nella frutta secca e nei semi<\/li>\n<li>Includere i brodi di carne o verdure\u00a0nel regime alimentare: il brodo \u00e8 un alimento benefico per l\u2019intestino, in particolare il brodo di ossa, ricco di aminoacidi, sali minerali, acido ialuronico e collagene<\/li>\n<li>Consumare alimenti fermentati,\u00a0come crauti, yogurt, panna acida e kefir, ideali per mantenere l&#8217;equilibrio del microbiota e migliorare la digestione<\/li>\n<li>Evitare gli alimenti industriali\u00a0e i prodotti da forno confezionati, che sono ricchi di zuccheri semplici, carboidrati raffinati, coloranti e conservanti<\/li>\n<li>Prestare attenzione all\u2019origine e alla preparazione degli alimenti:\u00a0sono preferibili i frutti e le verdure biologiche, non contaminate da pesticidi, le carni bianche e il pesce da cattura, pi\u00f9 ricco di omega-3 rispetto a quello d\u2019allevamento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201c<em>Un aiuto per il riequilibro del microbiota\u00a0<\/em>&#8211; conclude il dottor Capotosto &#8211;\u00a0<em>ci viene dall\u2019utilizzo dei prebiotici, probiotici e postbiotici<\/em>.\u00a0<em>A rivoluzionare la terapia \u00e8 stata la messa a punto di un probiotico a base di Akkermansia muciniphila, battere costituente l\u2019architrave del nostro microbiota con potente attivit\u00e0 anaerobica che vive nelle zone pi\u00f9 oscure dell\u2019apparato digerente, alla fine del tenue e nella parte iniziale del colon ascendente, con funzioni di controllo della barriera mucosale e funzioni antinfiammatorie.\u00a0<\/em><em>Questo probiotico appartiene alla classe dei\u00a0next generation probiotics\u00a0che non ha nulla a che vedere con i vecchi probiotici a base prevalentemente di lattobacilli e bifidobatteri. Il suo impiego potrebbe rivoluzionare la terapia di numerose patologie, dalla disbiosi al metabolismo del\u00a0glucosio\u00a0con risvolti positivi nella terapia del\u00a0diabete\u00a0e dell\u2019obesit\u00e0. Akkermansia appartiene al gruppo dei postbiotici ovvero gruppo di batteri che non hanno la possibilit\u00e0 di replicarsi e nel caso specifico essendo stato pastorizzato mantiene inalterate le sue capacit\u00e0 di integrarsi nella mucosa e nel sottostante sistema immunitario<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Olimpia Rapisarda Rizzo<\/strong><\/p>\n<p><strong>Commissione Comunicazione MondoFarmacia<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I microbi che compongono il microbiota sono pari a circa mille miliardi e interagiscono tra loro come se appartenessero a un unico organismo. Un microbiota equilibrato \u00e8 importante per mantenere un buono stato di salute generale. 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