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Le Gliptine: un’analisi per i Farmacisti

Le Gliptine: un’analisi per i Farmacisti

L’AIFA con la determinazione del 3 maggio 2024 ha provveduto all’aggiornamento del Prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio (PHT) per il transito dal regime di classificazione «A-PHT» alla fascia «A» di medicinali afferenti a specifiche classi farmacologiche (GU Serie Generale n.108 del 10-05-2024).
Al riguardo, la Commissione Scientifica ed Economica (CSE) di AIFA ha individuato, come classe farmacologica oggetto di riclassificazione quella delle gliptine, una categoria di farmaci antidiabetici, per la quale sussistono i criteri per favorirne l’accesso in termini di prossimità attraverso le farmacie territoriali. Questa categoria comprende tre farmaci: sitagliptin, vildagliptin e saxagliptin.

Ruolo dei Farmacisti

Le gliptine sono una classe importante di farmaci antidiabetici che offrono numerosi vantaggi, tra cui un buon controllo glicemico, un basso rischio di ipoglicemia e nessun aumento di peso. I farmacisti, con la loro competenza e accesso ai pazienti, sono in una posizione unica per ottimizzarne l’uso nel trattamento del diabete di tipo 2. Possono fornire consulenza sui possibili effetti collaterali, interazioni farmacologiche e suggerire il monitoraggio appropriato. Inoltre, possono educare i pazienti sull’importanza dell’aderenza alla terapia e sulle modifiche dello stile di vita per gestire la patologia.

Proprietà Farmacologiche

Le gliptine, o inibitori della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4), sono una classe di farmaci antidiabetici che hanno rivoluzionato il trattamento del diabete di tipo 2. Esse appartengono alla classe delle incretine orali e agiscono bloccando la dipeptidilpeptidasi-IV intestinale o DPP-4, un enzima deputato alla rapida degradazione delle incretine rilasciate a livello intestinale.
Le incretine sono ormoni prodotti a livello gastrointestinale e sono principalmente:
• GLP-1 (Glucagon-like peptide 1), prodotto dalle cellule L dell’ileo/colon;
• GIP (Glucose-dependent insulinotropic peptide), prodotto dalle cellule K del duodeno.
Questi ormoni, secreti dopo i pasti, specialmente il GLP-1, hanno la funzione di controllare la glicemia in vari modi:
• aumentando la secrezione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas;
• diminuendo la secrezione di glucagone (antagonista dell’insulina) da parte delle cellule alfa del pancreas;
• rallentando la motilità e dunque lo svuotamento gastrico (rendendo più “soft” la curva glicemica postprandiale) e diminuendo l’appetito. Il GLP-1 è rapidamente (1-2 minuti) degradato a peptide inattivo (cioè è disattivato) dall’enzima DPP-4 (dipeptidil-peptidasi IV). Poiché la produzione di GLP-1 diminuisce col diminuire della glicemia e la sua permanenza attiva è di soli 1-2 minuti, il suo controllo sulla glicemia è calibrato e “al bisogno”, evitando così situazioni di ipersecrezione di insulina e conseguenti pericolose ipoglicemie. Difatti pur essendo dei farmaci secretagoghi, il loro meccanismo di azione più fisiologico consente una riduzione efficace dell’iperglicemia senza il rischio di ipoglicemia. Gli studi di add-on a metformina confermano invariabilmente questo elemento distintivo.
Inoltre, pare che cellule beta coltivate in vitro in presenza di GLP-1 perdurino integre più a lungo suggerendo un intervento protettivo dell’ormone. Quando le gliptine inibiscono la DPP-4, i livelli di incretine nel corpo aumentano. Questo aumento delle incretine porta a una maggiore secrezione di insulina e a una diminuzione della produzione di glucagone da parte del pancreas. Questi cambiamenti portano a una diminuzione della glicemia.
In sintesi, il meccanismo d’azione delle gliptine è il seguente:
1. Le gliptine inibiscono l’enzima DPP-4.
2. L’inibizione della DPP-4 porta a un aumento dei livelli di incretine.
3. L’aumento delle incretine stimola la secrezione di insulina e riduce la produzione di glucagone.
4. Questi cambiamenti portano a una diminuzione della glicemia.

Efficacia Clinica

Numerosi studi clinici hanno dimostrato l’efficacia delle gliptine nel ridurre l’HbA1c nei pazienti con diabete di tipo 2. Le DPP-4 sono generalmente ben tollerate e hanno un basso rischio di ipoglicemia. Inoltre, a differenza di altri farmaci antidiabetici, esse non causano aumento di peso. Sono indicati come terapia di seconda o terza linea nelle linee guida sul diabete, ma possono essere utilizzati anche in prima linea in caso di intolleranza o controindicazioni alla metformina.

Sicurezza

Sono generalmente ben tollerate, ma come tutti i farmaci, possono avere alcuni effetti collaterali. I più comuni includono:
1. Mal di testa: Alcuni pazienti possono sperimentare mal di testa quando iniziano a prendere gliptine.
2. Nasofaringite: Questo è un termine medico per il comune raffreddore, che può essere un effetto collaterale delle gliptine.
3. Infezioni delle vie urinarie: Alcuni pazienti possono sperimentare infezioni delle vie urinarie durante l’uso di gliptine.
È importante notare che non tutti i pazienti sperimentano questi effetti collaterali e che possono essere lievi in molti casi. Se un paziente sperimenta effetti collaterali gravi o persistenti, dovrebbe consultare il medico o il farmacista. L’impiego di Sitagliptin non è raccomandato nei pazienti con stadio insufficienza renale terminale, o con grave alterazione renale, e nei pazienti con grave malattia gastrointestinale o pregressa pancreatite. Inoltre, si è notato un aumento delle ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca nei pazienti diabetici cardiopatici.

Cristina Barletta

Commissione Scientifica MondoFarmacia

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