Associazione Farmacisti
 
Monitoraggio dell’aderenza terapeutica nell’asma e nelle BPCO: secondo report

Monitoraggio dell’aderenza terapeutica nell’asma e nelle BPCO: secondo report

Prosegue da ormai due mesi la ricerca sperimentale elaborata dalla Commissione Scientifica dell’Associazione MondoFarmacia relativa al monitoraggio dell’aderenza terapeutica nell’asma e nelle BPCO.

Buona adesione delle farmacie al progetto che dalle 39 iniziali salgono a 52 e collaborazione attiva dei pazienti nel rispondere al questionario; 93 infatti i questionari compilati dai pazienti, che se in un primo momento non sembrano subire una grossa impennata rispetto alla fase primordiale dello studio quando se ne contavano 52, ben si contestualizzano nel periodo di ferie estive appena trascorso.

Analizzando le risposte fornite dai farmacisti osserviamo che, come nella precedente analisi consultabile sulla pagina web www.mondofarmacia.org, la quasi totalità dei farmacisti coinvolti nello studio continua ad essere convinta di poter guidare il paziente nell’adesione alla terapia prescritta dal medico e di possedere le capacità per spiegare al paziente quali siano le gravi conseguenze di una mancata o scarsa aderenza alla terapia.

L’85% dei farmacisti sostiene che sia utile che i pazienti svolgano periodicamente in farmacia dei test di autocontrollo per valutare i miglioramenti o i peggioramenti dello stato di malattia rispetto all’inizio del trattamento farmacologico; il 75% che sia necessario un aggiornamento professionale continuo sulla tematica in analisi e il 90% che il servizio di Aderenza Terapeutica, qualora affidato alla farmacia dal SSN debba essere remunerato.

 

Un dato discorde tra le risposte dei farmacisti e dei pazienti, così come veniva descritto nel report di metà luglio, si verifica quando viene posta la domanda sul corretto uso del device. Mentre il 52% dei farmacisti è convinto che i pazienti non sappiano adoperarlo, il 65% di questi ultimi invece non nutre dubbi. Il 45% dei pazienti che invece ha avuto qualche difficoltà nell’utilizzo si è rivolto per spiegazioni al farmacista mentre il 42% al medico. È necessario quindi continuare ad agire su quel 33% di pazienti che dichiara di non saper adoperare il device all’inizio della terapia.

Purtroppo aumenta la percentuale di pazienti che non sa indicare se ha avuto un miglioramento dall’inizio della terapia, infatti si passa dal 21% del primo report al 24% attuale, e decresce la percentuale di pazienti che invece nota dei miglioramenti (dal 74% si scende al 68%), ragion per cui diventa utile il discorso dei test periodici di autocontrollo da eseguire in farmacia.

Lo studio entra nel vivo quando il 56% dei pazienti dichiara di dimenticare a volte o spesso la somministrazione del farmaco contro il 44% che invece non salta mai la terapia.

Nei primi due casi poi, il 48,3% dei pazienti decide addirittura di saltare la dose nonostante la non corretta e continua somministrazione del farmaco li mandi in affanno o sibilo e in alcuni casi non li faccia respirare.

Questo secondo monitoraggio ci induce a capire che è necessario incrementare la somministrazione dei questionari ai pazienti per raccogliere un numero più elevato di dati sui quali continuare a ragionare e lavorare e che il farmacista debba proseguire la sua quotidiana attività di “educatore sanitario” conducendo il paziente che non aderisce alla terapia, ad un’assunzione costante e corretta del farmaco migliorando il suo stato di salute e la sua qualità di vita.

Si riportano a tal proposito i link dei due questionari affinché tali obiettivi siano presto raggiunti.

Compila il questionario per il farmacista

Compila il questionario per il paziente

 

Dottoressa Pisano Morgana

Commissione Scientifica MondoFarmacia

 

Un commento

  1. Molto interessaante notare, da questi dati raccolti che quasi i 2/3 dei pazienti non sa o non si accorge di cosa accada saltando la dose di farmaco.
    Questa risposta, tipica, per un asmatico e nei soggetti affetti da BPCO, ci fa ben capire il dato coincidente di malati che saltano a volte o spesso la terapia, senza comprendere fino in fondo che una patologia infiammatoria cronica, pur avendo fasi di minor intensità, va curata costantemente.
    Fondamentale, quindi, il nostro ruolo nel supportare la continuità terapeutica, con poche, ma chiare parole agli utilizzatori di tali farmaci.

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