Associazione Farmacisti
 
Assistenza Domiciliare Integrata: un’opportunità da non perdere

Assistenza Domiciliare Integrata: un’opportunità da non perdere

L’ADI, Assistenza Domiciliare Integrata, può essere definita come l’insieme coordinato di prestazioni di carattere socio-sanitario erogate a domicilio e rivolte a soddisfare le esigenze di pazienti affetti da malattie cronico-degenerative, parzialmente, totalmente, temporaneamente non autosufficienti, che hanno necessità di un’assistenza continuativa.

È un servizio in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e ne ha diritto qualsiasi cittadino che soffre di patologie gravi, handicap fisici e psichici, malattie invalidanti, degenerative o terminali. L’ADI è sempre esistita nel nostro Paese, almeno sulla carta, sviluppandosi però non in maniera completa e soprattutto a macchia di leopardo nelle nostre regioni; da qui, è nata l’esigenza di un cambio di passo per garantire un servizio così importante per i cittadini.

Nel PNRR e più precisamente all’interno della Missione 6, sono stati destinati circa 2,7 miliardi di euro all’Assistenza Domiciliare, proprio al fine di aumentare la percentuale di pazienti aventi diritto a tali cure, oggi meno del 5%, e portarlo entro la metà del 2026 almeno al 10% della popolazione over 65 anni.

Sintetizzando, l’obbiettivo è quello di garantire un Assistenza primaria direttamente a casa del cittadino, ottenendo non solo un miglioramento della qualità della vita dello stesso cittadino non più costretto a continui ricoveri e/o a spostamenti nei vari ambulatori, ma al tempo stesso un grande risparmio per le casse dello Stato, ovvero tagliando i costi giornalieri del ricovero ospedaliero.

Il ruolo della Farmacia e del farmacista all’interno dell’ADI, può, anzi deve giocare un ruolo da protagonista nell’erogazione di tale servizio e anche se l’integrazione tra l’ADI e le farmacie è ancora in fase di sviluppo,  ha sicuramente il potenziale di rivoluzionare il modo in cui vengono erogate le cure a domicilio.

Per fare un esempio il farmacista, tramite l’accesso al Fascicolo sanitario elettronico del cittadino, può conoscere perfettamente le terapie di ogni suo singolo paziente e può in qualsiasi momento, recandosi presso il suo domicilio, segnalare qualsiasi effetto avverso nella terapia intrapresa dal paziente al medico curante al fine di modificare la terapia stessa. Oltre alla terapia farmacologica, la Farmacia può non solo dispensare al cittadino tutti i presidi sanitari di cui necessita, ma anche erogare tutta una serie di servizi a casa del cittadino, vedi la telemedicina, al fine di prendersi carico del paziente a 360 gradi.

Nella Regione Lazio, e non solo, si stanno formando dei gruppi di lavoro tra varie figure dirigenziali e sanitarie al fine di trovare un modello innovativo di erogazione e remunerazione dell’attività assistenziale basato sulla presa in carico del paziente; la speranza è che il farmacista possa trovare il giusto spazio all’interno di questo nuovo modello di erogazione, un modello che di certo non spaventa il farmacista stesso, che durante la pandemia non solo ha dimostrato di essere sempre presente al fianco del cittadino, ma è stato anche pronto a innovare la propria professione, si pensi all’introduzione del servizio dei tamponi antigenici all’interno delle farmacie, ma ancora di più alla somministrazione dei vaccini Covid e antinfluenzali.

Quindi se da una parte l’ADI può rappresentare una grande opportunità per lo Stato di mettere al centro del SSN il cittadino, dall’altra è un opportunità da non perdere per il farmacista, un sanitario sempre pronto alle nuove sfide e che ha dimostrato anche nel recente passato di mettersi in discussione nell’apprendere nuove competenze sanitarie al servizio del cittadino.

Dr. Giampiero David

Commissione Tutela della Farmacia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *