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L’Intelligenza Artificiale può sostituire il lavoro del farmacista in futuro?

L’Intelligenza Artificiale può sostituire il lavoro del farmacista in futuro?

L’intelligenza artificiale (IA) è una tecnologia che permette di creare sistemi capaci di apprendere, ragionare e interagire con gli esseri umani e con l’ambiente. L’IA ha applicazioni in diversi settori, tra cui la sanità e la farmacia.

Ma l’intelligenza artificiale può sostituire il lavoro del farmacista in futuro? Secondo alcuni esperti, l’IA può offrire numerosi vantaggi per il farmacista e per il cittadino, ma non può sostituire completamente il ruolo umano. Vediamo alcuni esempi di come l’IA può aiutare il farmacista a migliorare la sua attività:

  • L’IA può facilitare la comunicazione tra il farmacista e il cliente, attraverso canali digitali come WhatsApp o mail. Il cliente può ordinare i prodotti, ricevere informazioni, prenotare appuntamenti o essere avvisato dei riassortimenti in modo rapido ed efficace. L’IA può anche creare contenuti informativi per il blog o i social media della farmacia, basandosi sui dati e sulle conoscenze del
  • L’IA può supportare il farmacista nella gestione dei processi interni della farmacia, come la logistica, l’inventario, la fatturazione o la contabilità. L’IA può anche aiutare a ottimizzare i costi, i tempi e la qualità dei servizi
  • L’IA può assistere il farmacista nella dispensazione dei farmaci, verificando la prescrizione, la posologia, le interazioni o le L’IA può anche monitorare l’aderenza terapeutica del paziente e inviare promemoria o consigli personalizzati.

Nel caso specifico della farmacia, si è assistito all’introduzione di assistenti virtuali basati su tecniche analoghe a quelle di “ChatGPT” che dopo aver imparato grazie ad ampie quantità di dati ricevuti, spesso non controllati, restituiscono un consiglio al paziente, anche se i dati a disposizione sono fermi al 2021. Non differisce molto dalla ricerca dei sintomi su Google che restituisce elenchi di patologie, dalla più comune a quella mortale. Nella migliore delle ipotesi, l’automazione può restituire indicazioni generali che aiutano ad andare in una certa direzione, le quali vanno però sempre affiancate all’esperienza umana.

Tuttavia, l’intelligenza artificiale presenta anche dei rischi e delle sfide per il futuro del farmacista. Alcuni di questi sono:

  • La necessità di una formazione continua e aggiornata del farmacista sulle nuove tecnologie e sulle normative vigenti. Il farmacista deve essere in grado di valutare criticamente le informazioni e le decisioni generate dall’IA e di intervenire in caso di errori o
  • La tutela della privacy e della sicurezza dei dati dei clienti e dei Il farmacista deve garantire che i sistemi basati sull’IA siano affidabili, trasparenti e rispettosi delle norme etiche e legali.
  • La salvaguardia della relazione umana tra il farmacista e il cliente. Il farmacista deve mantenere un contatto diretto e empatico con il cliente, offrendo un servizio personalizzato e di qualità. L’IA non può sostituire il valore aggiunto del farmacista come professionista della salute e come consulente

L’IA può comportare dei rischi per la farmacia anche a livello etico. Alcuni esempi sono:

  • L’IA può essere soggetta a errori, pregiudizi, o manipolazioni, che possono compromettere la qualità e la sicurezza dei farmaci o delle
  • L’IA può essere usata per scopi illeciti o dannosi, come il furto di dati, la contraffazione di farmaci o la diffusione di informazioni
  • L’IA può minacciare la privacy e i diritti dei pazienti, se non viene garantita una protezione adeguata dei dati personali e
  • L’IA può ridurre il ruolo e le competenze del farmacista, se non viene integrata con l’esperienza umana e supervisionata
  • L’IA può creare disuguaglianze o discriminazioni tra i pazienti, se non viene progettata in modo inclusivo e

Diletta Huyskes, dottoranda in sociologia all’Università degli Studi di Milano e CEO di “Immanence”, avverte che un’intelligenza artificiale non adeguatamente governata può provocare la sotto-rappresentazione di alcuni gruppi sociali e la loro conseguente esclusione o discriminazione.

L’IA presenta anche dei rischi e delle sfide per il futuro del lavoro di farmacista, innanzitutto, l’IA richiede competenze digitali e una formazione continua per poterla utilizzare in modo efficace ed etico. Inoltre l’IA può ridurre il contatto umano e la relazione di fiducia tra il farmacista e i clienti, che potrebbero preferire interagire con un assistente virtuale anziché con un professionista della salute.

Infine l’IA potrebbe sostituire il lavoro di farmacista in alcune attività routinarie o a basso valore aggiunto, rendendo necessaria una diversificazione dei servizi offerti dalla farmacia e una maggiore specializzazione del farmacista.

Il rischio di una programmazione non adeguata può causare un’erronea categorizzazione delle persone. Potrebbe accadere, ad esempio, che un modello impari a categorizzare persone, rintracciando pattern nei dati e in base alle regole su cui è stato programmato e ad una singola caratteristica comune, finisce per raggruppare tra loro individui con esigenze completamente diverse.

In ambito sanitario o farmaceutico è facile che accada: questi software esistono per categorizzare e raggruppare, non per valutare il caso specifico e prestare cure adeguatezza e flessibilità

La discrezionalità, il poter cambiare idea e costruire un’ipotesi insieme all’altra persona, sono caratteristiche umane e che tali rimarranno.

“Un errore già molto diffuso è quello di pensare che algoritmi così sofisticati possano sostituire le decisioni umane senza necessità di supervisione anche in contesti particolarmente sensibili – afferma Diletta Huyskes. – La realtà però ci dimostra che i migliori risultati, dal punto di vista tecnico e socio-culturale, si possono ottenere solo quando l’intelligenza artificiale viene usata per aumentare le capacità umane, e non automatizzarle completamente”.

In conclusione, l’intelligenza artificiale può essere un alleato prezioso per il farmacista, ma non può sostituirlo completamente. Il farmacista deve saper integrare l’IA nella sua attività, sfruttandone i benefici e limitandone i rischi, deve anche essere consapevole delle proprie competenze distintive e del proprio ruolo sociale, che lo rendono insostituibile agli occhi del cliente.

2 commenti

  1. Lavinia

    Articolo molto interessante e più che mai attuale. L’IA è un mezzo dall’elevata potenzialità e come tale è necessario comprenderlo a fondo. Sicuramente il suo corretto utilizzo può essere di aiuto all’interno della farmacia, ma per quanto riguarda la sostituzione della figura professionale del farmacista si è ancora molto lontani, è necessario saper interpretare i risultati prodotti dall’IA in modo consapevole e critico. Inoltre, come giustamente sottolineato nell’artico, bisogna considerare le caratteristiche fondamentali che contraddistinguono la figura del farmacista, come la sensibilità e l’empatia, che hanno un ruolo cardine per stabilire un rapporto di fiducia e permettono una migliore assistenza.

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